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Subwoofer per auto 2022: recensioni, opinioni

Il subwoofer per auto è una componente dell’impianto audio installato sulle vetture, forse quella a cui si tende a prestare maggiore attenzione. La sua funzione è quella di riprodurre i bassi rendendo il suono in uscita più pulito e profondo. Questa capacità è utile non soltanto a migliorare l’esperienza d’ascolto, ma soprattutto a valorizzare i tratti distintivi di certi generi musicali.

I subwoofer possono essere utilizzati per supportare impianti stereo domestici o, come accennavamo prima, posti a bordo di un’auto. Si tratta di dispositivi che obbediscono a logiche diverse e che possono essere valutati seguendo criteri non sempre sovrapponibili. Specifichiamo perciò che da ora in avanti la nostra breve guida tratterà soltanto dei subwoofer per auto.

Subwoofer per auto e qualità del suono: i fattori da valutare per fare la scelta giusta

Per scegliere il subwoofer per auto che meglio si adatti alla tua sensibilità musicale dovrai innanzitutto valutare la qualità del suono che l’apparecchio è in grado di restituirti. Più facile a dirsi che a farsi? Forse sì se non sei molto ferrato in materia. Ma niente paura: ti basterà acquisire qualche piccola nozione sull’argomento per far fronte a dubbi ed incertezze di sorta. Nelle prossime righe ti suggeriremo perciò una lista di parametri fondamentali da valutare in sede di acquisto.

Spettro di frequenze o risposta in frequenza

Non tutti i suoni prodotti nel mondo possono essere percepiti e non tutte le specie che popolano il pianeta possono sentirle alla stessa maniera. Gli esseri umani, gli animali e persino gli oggetti emettono perennemente delle onde sonore variamente udibili. In linea di massima il nostro orecchio riesce a sentire distintamente tutti quei suoni che generano un numero di vibrazioni compreso tra i 20 ed i 20 mila Hz.

La risposta in frequenza è un parametro che rimanda proprio a questo concetto: essa altro non è infatti che lo spettro di frequenze che l’apparecchio può produrre. Il subwoofer riesce a dar vita a delle frequenze sonore comprese in un range che va dai 20 ai 200 Hz. In ogni caso i tecnici e gli addetti ai lavori tendono a limitare questo loro potenziale aggiungendo all’apparecchio un dispositivo chiamato circuito, filtro passa-basso oppure ancora crossover. Grazie a questo gingillo il subwoofer non va oltre i 100 Hz.

Ma perché limitarne la potenza? Beh, contrariamente a quello che si potrebbe pensare si tratta di un espediente utile a migliorare la resa dell’impianto. Non è un caso che soltanto i subwoofer di qualità migliore vengano corredati già dalla casa produttrice di appositi crossover. In questo modo l’apparecchio eliminerà dalle sue frequenze tutti quei suoni alti e medio-alti che si preferisce di norma lasciar riprodurre agli altoparlanti.

Sensibilità e volume

Valutare la sensibilità di un subwoofer significa farsi un’idea del volume massimo del suono in uscita. In poche parole la sensibilità, in questo caso, è un concetto che pone in connessione energia e suono: maggiore è il quantitativo di energia che il subwoofer riesce ad utilizzare ed a convertire in suono e più alto sarà il volume ottenibile.

La sensibilità si esprime in decibel. Questo dato viene spesso rivelato dalla casa produttrice sotto la voce SPL, ossia Sound Pressure Level. Per avere una stima della sensibilità di un apparecchio si procede misurando il livello di pressione che un dato suono esercita su di esso.

Allo scopo vengono posizionati dei sensori specifici ad una distanza pari ad un metro dal punto in cui è collocata la cassa. Il concetto di SPL può trarre un po’ in inganno dato che si tratta di un valore stimato in maniera abbastanza imprecisa e che i decibel riportati sulla confezione del subwoofer sono quelli che vengono fuori affidandosi ad un conteggio basato sulla media di una serie di valori rilevati.

In linea di massima perciò possiamo dire che quando si acquista un subwoofer per auto è sempre meglio non comprare niente che scenda al di sotto degli 84 decibel di sensibilità, questo almeno per chi si accontenta del minimo sindacale. Se preferisci dar vita ad un impianto di tutto rispetto invece non scendere mai al di sotto dei 92 decibel di sensibilità.

Il valore di impedenza

L’impedenza è sicuramente uno dei parametri più vincolanti ed importanti da tenere in considerazione. Prestare attenzione a questo valore significa, in una certa misura, garantirsi che il subwoofer per auto che hai deciso di comprare possa interagire con tutte le altre componenti del tuo impianto stereo.

Connettere un subwoofer ad un amplificatore che risulti incompatibile dal punto di vista dell’impedenza, tanto per fare un esempio, significherebbe del resto danneggiare uno dei due dispositivi.

Di solito l’impedenza si misura in Ohm e fa riferimento alla maggiore o minore resistenza con cui il subwoofer si oppone al passaggio dell’elettricità, la stessa elettricità che il sistema converte poi in suono. Ad una resistenza maggiore corrisponderà sempre una resa migliore ma anche un volume massimo via via più basso.

Il più delle volte i subwoofer per auto hanno impedenza pari a 2 o a 4 Ohm. Ora: in linea teorica ti si potrebbe consigliare anche di optare per un’impedenza più marcata, ma si tratterebbe di un suggerimento abbastanza inutile. Ciò perché, il tuo orecchio, oltre un certo limite di Ohm, non riuscirebbe a cogliere differenza alcuna.

Dimensioni

Quando si parla di subwoofer per auto puoi sempre scegliere se acquistarlo già pronto da installare o, in alternativa, se assemblarlo con le tue mani. In ogni caso dovrai comunque prestare attenzione tanto alle dimensioni dello speaker in sé e per sé quanto a quelle della tua auto.

  • Diametro e prestazioni – Dal diametro, e quindi dalla grandezza del subwoofer, dipenderanno in parte le prestazioni del tuo impianto. Attualmente in commercio sono disponibili svariate soluzioni, ma le più utilizzate sono quelle che prevedono dimensioni standard di 10, 15, 32, 38 oppure ancora 46 centimetri. Ciascuna opzione porta con sé un discreto numero di vantaggi e di svantaggi e meglio si presta inoltre a porre in risalto la bellezza di un dato genere musicale piuttosto che l’altro. Se ami il jazz o ti piace ascoltare la musica classica, per esempio, farai meglio ad orientarti su un piccolo subwoofer, più adatto a reagire correttamente alle basse frequenze così tanto utilizzate in quest’ambito musicale. Se invece ti lasci trascinare da rap ed hip hop mira a prodotti dal diametro considerevole. Se poi non hai preferenze e ascolti un po’ di tutto, scegli una dimensione media: avrai sempre e comunque una resa di qualità.
  1. Valutare lo spazio disponibile a bordo dell’auto – Come dicevamo in precedenza, prima di comprare un subwoofer per auto dovrai anche valutare lo spazio che hai a disposizione a bordo della tua vettura. Un prodotto caratterizzato da grandi dimensioni, chiaramente, non potrà essere installato e valorizzato se non hai un alloggio adeguato da offrirgli. Tra l’altro non dovrai limitarti a considerare quanto spazio hai a disposizione nel vano portabagagli o subito sotto al tuo sedile. Dovrai garantire al subwoofer per auto infatti la possibilità di spostare un certo quantitativo di aria, ovviamente proporzionato alle sue dimensioni. Agendo diversamente le frequenza basse e molto basse rischierebbero di non soddisfarti a sufficienza. Se la tua è un’auto compatta perciò opta per subwoofer medio-piccoli, se sei il felice proprietario di SUV et similia invece non porti troppi problemi.

La cassa ed il design

Il design di un subwoofer per auto non è soltanto un problema di natura meramente estetica. Sì, l’aspetto della scocca e la scelta di optare per un materiale di realizzo anziché un altro possono in qualche modo contribuire a farti propendere per l’acquisto di un dato prodotto, ma l’apparenza non deve essere mai un criterio selettivo troppo importante.

Analizza piuttosto le caratteristiche tecniche della cassa. In particolare soffermati sulle 4 diverse tipologie di prodotto che ti offre il mercato: cassa chiusa, reflex, bandpass e free air.

  1. Cassa chiusa – La prima opzione è forse una delle più gettonate dagli utenti dato che consente di adattare il subwoofer a spazi anche abbastanza ridotti pur garantendo una buona qualità del suono. Uno svantaggio? Perché tutto fili liscio una cassa chiusa necessita di un apporto energetico considerevole.
  2. Cassa reflex – Proprio per questo motivo molti dirottano le loro preferenze sulla versione reflex. In questo caso sulla cassa viene praticato un piccolo foro rotondo che permette al suono generato all’interno della stessa di raggiungere la parte anteriore della cassa. Questo accorgimento, unito alla tecnologia reflex, permette di rendere il dispositivo decisamente efficiente sia dal punto di vista della resa (qualità del suono e maggior volume massimo ottenibile) sia dal punto di vista dei consumi.
  3. La cassa bandpass, una delle soluzioni meno diffuse, punta tutto sull’ottenimento di un alto volume anche se apprezzabile soltanto su determinate frequenze. Si tratta di oggetti molto ingombranti e quindi un po’ scomodi da piazzare in auto.
  4. La free air infine sono delle finte casse. I subwoofer infatti sfruttano più che altro il bagagliaio come spazio di risonanza. Il risultato è una qualità del suono discutibile, ma una facilità di installazione che non ha paragoni.

La potenza del subwoofer

Quanto deve essere potente il tuo futuro subwoofer per auto? Beh, diciamo che sul fattore potenza bisognerebbe dare qualche delucidazione extra. Innanzitutto sappi che i produttori sfruttano diverse diciture per darti notizie sulla potenza del loro articolo.

Si tratta di una scelta di marketing decisamente ingannevole, anche perché il valore espresso viene ad oggi calcolato con procedure differenti che possono dare di volta in volta risultati diversi. Faresti meglio perciò a valutare la corretta potenza del tuo apparecchio basandoti sui dati relativi alla potenza RMS.

  • RMS – questa indica la potenza continua tollerata dal subwoofer e ti dà modo di abbinare correttamente al prodotto tutti gli altri elementi dell’impianto.
  • Potenza di picco – Per dovere di cronaca sappi poi che la potenza di picco è un dato non troppo veritiero che, seguendo logiche di misurazione diverse, indica la potenza massima sopportata dal subwoofer in un brevissimo lasso di tempo.
  • Potenza massima  – La potenza massima è infine un altro dato ingannevole, riferito all’energia necessaria al subwoofer per poter funzionare.

I materiali

Il materiale scelto per costruire la scocca di un subwoofer per auto è molto importante. L’opzione migliore è ad oggi la fibra di legno a media densità, detta anche MDF. Questo materiale garantisce resistenza e buona qualità del suono in uscita. Alcune scocche sono comunque realizzate in legno, in fibra di vetro o addirittura in alluminio.

Migliori subwoofer per auto: modelli e prezzi

Il prezzo di un subwoofer per auto può oscillare tra i 30 ed i 300 e più euro. Un prodotto di una certa levatura è sicuramente il JBL Basspro SL. Si tratta di un congegno molto compatto e parecchio efficiente per resa acustica, moderati sono poi i suoi consumi.

Molto interessante è anche il Pioneer TS-WX300A, 113 decibel di sensibilità e risposta di frequenza oscillante tra 20 e 130 Hz. Hertz DBX 25.3, altro acquisto consigliato, offre infine un’impedenza di 4 Ohm, una sensibilità di 89 decibel ed una risposta in frequenza compresa tra i 32 ed i 400 Hz.

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